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mercoledì 17 giugno 2026

Progetto “Custodi di Equilibri” – Parco del Seminario

ll video racconta il progetto Custodi di Equilibri, sviluppato nel Parco del Seminario di Pordenone grazie alla collaborazione tra Azienda Sanitaria, Comune di Pordenone e Cooperativa Noncello, accreditata con AsFo per gli interventi di propedeutica e mediazione al lavoro. Il filmato è stato realizzato dal regista Matteo Chiarello incaricato da Coop. Noncello, con il coinvolgimento di operatori ed utenti.

L’esperienza sviluppata da un gruppo di lavoro interdisciplinare composto da dott. Alberto Grizzo (esperto in agricoltura sociale) e dott.ssa Elena Gardonio (esperta in orticoltura terapeutica) incaricati ASFO, dott. Massimo Menzaghi (agronomo ed educatore) per coop. Noncello, nasce da una convinzione oggi sempre più riconosciuta anche in ambito scientifico e sociosanitario: la salute delle persone non può essere separata dalla qualità degli ambienti di vita, dalle relazioni sociali e dagli equilibri ecologici dei luoghi. In questa prospettiva, la natura non è soltanto uno sfondo gradevole o uno spazio da mantenere, ma diventa una risorsa di salute, prevenzione, inclusione e benessere.

Il Parco del Seminario, con la sua storia agricola, la presenza del fiume Noncello, le aree a prato, le alberature e i sistemi ecologici che lo compongono, rappresenta un contesto particolarmente adatto per sperimentare questo nuovo approccio. Non si tratta semplicemente di curare il verde, ma di accompagnare un paesaggio vivo, valorizzando le relazioni tra ecosistemi naturali, spazi agricoli, persone e comunità. Nei materiali progettuali il Parco viene infatti descritto come una convivenza tra ecosistema ripariale e agroecosistema storico, da leggere non per compartimenti separati, ma a partire dalle interdipendenze che possono riportare il sistema complessivo in equilibrio.

In questo quadro si inserisce il percorso di propedeutica al lavoro rivolto a persone svantaggiate. Le attività di gestione del verde non sono intese come semplici mansioni manutentive, ma come occasione per sviluppare competenze operative, relazionali ed ecologiche.

Il modello si pone in linea con gli ultimi programmi di ricerca promossi dalla Commissione Europea[1], implementando Soluzioni e interventi basati sulla Natura (NbS). È ampiamente riconosciuto dalla ricerca il valore della natura nel concorrere alla produzione della salute psicofisica delle persone, esercitando un effetto mitigatore dei principali fattori di rischio ambientale presenti nelle zone urbane (Bonaiuto, M et al.,2022): favorisce il rilassamento fisiologico, aumenta la percezione di benessere e l’esperienza di emozioni positive (E.O. Wilson, 1989), facilita le interazioni sociali e rafforza la coesione sociale, migliora il ripristino delle funzioni cognitive e funge da fattore preventivo rispetto al rischio di sviluppo di patologie psicologiche e psichiatriche (Kaplan e Kaplan, 1989, 1995; Urlich R.S. 1981,1983;).

Le azioni previste — dalla gestione differenziata degli sfalci alla valorizzazione della biodiversità, dalla cura dei percorsi alla possibile realizzazione di microforeste urbane — non sono quindi semplici attività tecniche, ma interventi che capaci di generare benefici trasversali. La riqualificazione di aree verdi urbane di pregio naturalistico e la valorizzazione degli habitat diventano parti di un apprendimento più ampio: imparare a prendersi cura di un ambiente complesso, riconoscendo che ogni intervento produce effetti sull’uomo, sugli animali e sull’ambiente.

La prospettiva è coerente con le visioni One Health e One Welfare, che invitano a leggere insieme salute umana, benessere animale, qualità dell’ambiente e coesione sociale. Il valore del progetto sta proprio in questo passaggio: le persone coinvolte non sono soltanto destinatarie di un intervento inclusivo, ma diventano soggetti attivi nella cura di un bene comune, contribuendo alla produzione di benessere per l’intera comunità. Questo trasforma il ruolo delle persone fragili in promotori di pratiche di cura dell’altro e contribuisce in modo significativo alla divulgazione di principi di una moderna gestione del verde capace di rimettere a disposizione della comunità spazi urbani verdi e blu riqualificati, che concorrono a rispondere ad una richiesta globale di implementazione di interventi che prevengano i sintomi correlati allo stress (European Communities, 2005; Eplov & Lauridsen, 2008; National Board of Health, 20014 WHO, 20013, 2005).

Custodi di Equilibri non racconta quindi un progetto di giardinaggio, né una semplice attività occupazionale nel verde. Racconta un’esperienza innovativa di welfare territoriale, in cui inclusione sociale, formazione al lavoro, salute, ambiente e comunità si incontrano dentro una visione sistemica della cura.

 

[1] REGOLAMENTO (UE) 2021/695 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 28 aprile 2021 che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione Orizzonte Europa per realizzare le priorità strategiche e gli impegni dell’Unione Europea, che in ultima istanza mirano a promuovere la pace, i valori dell’Unione e il benessere dei suoi popoli. I programmi di ricerca sulle terapie verdi finanziati riguardano il Progetto RESONATE (2023-2027) e il Progetto GreenME (2023-2027).


data ultima modifica: 17 giugno 2026