Indagine in caso di infortuni sul lavoro o malattie professionali

Il servizio garantisce attività di indagine in caso di lesioni personali colpose a seguito di infortuni sul lavoro o di malattie professionali.

Un team multi professionale con qualifica di polizia giudiziaria, in raccordo con la Magistratura, provvede a svolgere tutti gli atti utili alla definizione di eventuali responsabilità da porre in nesso causale con gli eventi analizzati e a prescrivere gli adempimenti necessari per non protrarre violazioni alla tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro.

Medici che prestino la prima assistenza a un lavoratore infortunato sul lavoro o affetto da malattia professionale.

Cittadini lavoratori.

Datori di lavoro.

Qualunque medico presti la prima assistenza a un lavoratore infortunato sul lavoro o affetto da malattia professionale è soggetto all’obbligo dell’invio telematico dei certificati medici.

La corretta segnalazione di un caso di sospetta malattia professionale da parte del medico che la diagnostica permette l’avvio di tre procedimenti importanti:

  1. il riconoscimento assicurativo del danno patito dal lavoratore (tramite certificato e denuncia)
  2. l’accertamento di possibili responsabilità penali da parte del datore di lavoro (tramite il referto)
  3. la conoscenza del fenomeno statistico-epidemiologico (per mezzo della denuncia).

Il referto (punto 2) è la segnalazione da inviare obbligatoriamente alla Struttura di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’Aas 5 (Attività di polizia giudiziaria per infortuni e malattie professionali) quando:

  • la prognosi della malattia professionale supera i 40 giorni
    oppure
  • la malattia provoca una lesione permanente di un senso o di un organo/apparato.

Su indicazione del 118 o dei Pronti soccorso del nostro territorio, è attivo anche un servizio in pronta disponibilità che garantisce interventi in caso di infortunio grave o mortale.

Per informazioni:

accesso telefonico o su appuntamento
dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 16:00

A partire dalla segnalazione inviata dal medico (referto), prende avvio la procedura per il riconoscimento del nesso causale o concausale della patologia con l’attività lavorativa, per l’individuazione delle eventuali responsabilità di terzi nell’insorgenza della malattia stessa.

Il servizio è gratuito.

Dove e quando

contatti

  • telefono:
    0434 369800
    0434 369811
  • fax: 0434 369924

sede

Via della Vecchia Ceramica, 1
33170 Pordenone (PN)
"Bronx"

2° Piano

indicazioni stradali  (il link apre una nuova finestra)

orari

T.U. DPR 1124/1965
Art. 52
Omissis
La denuncia della malattia professionale deve essere fatta dall'assicurato al datore di lavoro entro il termine di giorni quindici dalla manifestazione di essa sotto pena di decadenza dal diritto a indennizzo per il tempo antecedente la denuncia.
 
Art. 139
È obbligatorio per ogni medico, che ne riconosca l'esistenza, la denuncia delle malattie professionali, che saranno indicate in un elenco da approvarsi con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale di concerto con quello per la sanità, sentito il Consiglio superiore di sanità. La denuncia deve essere fatta all'ispettorato del lavoro competente per territorio, il quale ne trasmette copia all'Ufficio del medico provinciale.
 
Codice Penale
Omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale (art. 361)
Il pubblico ufficiale, il quale omette o ritarda di denunciare all'Autorità giudiziaria, o ad un'altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferire, un reato di cui ha avuto notizia nell'esercizio o a causa delle sue funzioni, è punito con la multa da lire sessantamila a un milione.
 
Omissione di referto (Art. 365)
Chiunque, avendo nell'esercizio di una professione sanitaria prestato la propria assistenza od opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto pel quale si debba procedere d'ufficio, omette o ritarda di riferirne all'Autorità indicata nell'art. 361, è punito con la multa fino a lire un milione. Questa disposizione non si applica quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale.
 
D.Lgs. 38/2000
Art. 10 (Malattie professionali)
4. Fermo restando che sono considerate malattie professionali anche quelle non comprese nelle tabelle di cui al
comma 3 delle quali il lavoratore dimostri l’origine professionale, l’elenco delle malattie di cui all’articolo139 del testo unico conterrà anche liste di malattie di probabile e di possibile origine lavorativa, da tenere sotto osservazione ai fini della revisione delle tabelle delle malattie professionali di cui agli articoli 3 e 211 del testo unico (Decreto 14 gennaio 2008). Gli aggiornamenti dell’elenco sono effettuati con cadenza annuale con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale su proposta della Commissione di cui al comma 1. La trasmissione della copia della denuncia di cui all’articolo 139, comma 2, del testo unico e successive modificazioni e integrazioni, è effettuata, oltre che alla Azienda Sanitaria Locale, anche alla sede dell’istituto assicuratore competente per territorio.
 
5. Ai fini del presente articolo, è istituito, presso la banca dati INAIL, il registro nazionale delle malattie causate dal lavoro ovvero ad esso correlate. Al registro possono accedere, in ragione della specificità di ruoloe competenza e nel rispetto delle disposizioni di cui alla legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni ed integrazioni,
oltre la Commissione di cui al comma 1, le strutture del Servizio sanitario nazionale, le Direzioni provinciali del lavoro e gli altri soggetti pubblici cui, per legge o regolamento, sono attribuiti compiti in materia di protezione della salute e di sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro.
 
D.Lgs. 151/2015
Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.
 
Art.21
Qualunque medico presti la prima assistenza a un lavoratore infortunato sul lavoro o affetto da malattia professionale è obbligato a rilasciare certificato ai fini degli obblighi di denuncia di cui al presente articolo e a trasmetterlo esclusivamente per via telematica al l'Istituto assicuratore. Ogni certificato di infortunio sul lavoro o di malattia professionale deve essere trasmesso esclusivamente per via telematica all'Istituto assicuratore, direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente al rilascio, contestualmente alla sua compilazione. La trasmissione per via telematica del certificat
o di infortunio sul lavoro o di malattia professionale, di cui ai commi ottavo e nono, è effettuata utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall'Istituto assicuratore.
 
Circolare n. 10 del 21 marzo 2016
Decreto legislativo 14 settembre 2015, n.151. Art.21 comma 3
Istruzioni per i medici e i presidi sanitari in sede di compilazione dei certificati - I medici all’atto della redazione del certificato medico con modalità telematica devono fornire al lavoratore assistito il certificato medico con l’indicazione del numero identificativo, della data di emissione e dei giorni di prognosi. In fase di avvio del nuovo regime, qualora non sia possibile la trasmissione telematica, per necessità tecnico organizzative o altre cause oggettive, i medici o l e strutture sanitarie provvedono all’invio del certificato medico tramite PEC alla Sede Inail competente in base al domicilio dell’assistito. In tali casi, consegnano il certificato medico all’assistito per il successivo inoltro al datore di lavoro.